Il laboratorio territoriale della val di Fiemme, nasce nell’autunno 2002 grazie alla collaborazione tra l’APPA, l’Assessorato all’Ambiente ed il comune di Tesero con la finalità di diffondere tra la nostra gente un sentimento di appartenenza territoriale. L’obiettivo degli educatori ambientali che ci lavorano è quindi quello di fornire strumenti di conoscenza e di conservazione del nostro territorio e del nostro patrimonio collettivo di saperi locali; obiettivo che cerchiamo continuamente di assolvere attraverso le azioni del nostro sportello ambiente e soprattutto dello sportello scuola.
Nello
Sportello Ambiente rispondiamo alle esigenze di ogni cittadino ed amministrazione attraverso una esauriente documentazione, un continuo aggiornamento legislativo ambientale, attraverso lo stimolo all’attivazione di progetti comuni di agenda 21 come quello tra Tesero, Cavalese e Predazzo, intitolato “aria di Fiemme” che porta a riunioni civiche e a tavoli di lavoro che riguardano il settore della mobilità e quello energetico.
Sottoponiamo alla visione degli amministratori della Valle proposte come quella di assistenza alla creazione di un parco fluviale del torrente Avisio attraverso un “Piano” che preveda un approccio partecipato
Forniamo informazioni relative alle aree SIC (Siti di importanza Comunitaria di particolare rilevanza naturalistica) cercando di mettere in contatto enti scientifici ed amministrativi in modo che questi ultimi realizzino atti di pianificazione e gestione del territorio che tengano conto degli ecosistemi e della loro vulnerabilità al fine della conservazione della biodiversità
Le proposte estive invece sono rivolte soprattutto ai turisti mantenendo la connotazione “cultura materiale – tradizione – conoscenza del territorio”, attraverso percorsi di progettazione condivisi con APT, consorzio degli albergatori ed amministrazioni in modo da creare una “rete locale” che intenda valorizzare la biodiversità locale attraverso un turismo sostenibile
Ma è soprattutto nello Sportello Scuola che facciamo tradizione con la consapevolezza che il senso di appartenenza alla comunità trentina passa attraverso progetti a misura di memoria, dando valore al rapporto uomo – territorio. Lavoriamo per una scuola che insegni ai bambini e ai ragazzi ad avvicinarsi alle storie, alle lingue, agli usi e costumi della propria terra; terra da riscoprire e da vivere grazie alle testimonianze degli anziani quali depositari di valori e di saperi che è necessario trasmettere.
Ad esempio coinvolgiamo centinaia di studenti della Valle nel disegnare la loro mappa locale o bioregionale; la mappa bioregionale racconta la vita di un territorio, la bioregione, in cui ha vissuto e vive una comunità di persone che hanno forgiato la propria identità nella ricerca di un rapporto migliore con gli altri e con la natura da cui attingeva con equità e sobrietà per i propri bisogni.
Per disegnare le mappe locali occorre aprire la scuola al territorio e alla gente che vi vive, e tale metodo didattico restituisce il valore ai rapporti umani, ai racconti, ai confronti, alle idee, alle musiche, agli usi e costumi, alla terra e ai suoi esseri viventi e non, alle materie prime e alle soluzioni tecnologiche per usarle, al rapporto uomo-territorio.
Questo nuovo strumento didattico serve a ricostruire le conoscenze e la storia di un luogo attraverso il contatto con la gente, la ricerca di campagna, la raccolta, il controllo sul campo e la mappatura dei dati, stimolando insegnanti ed operatori a gestire un importante processo di partecipazione tra generazioni.
Il laboratorio è necessario a garantire un corretto ed efficace coordinamento nella raccolta, sintesi, conservazione e trasmissione dei saperi locali emersi nei percorsi didattici e come punto di riferimento per gestire tutti questi processi di partecipazione che si attivano grazie al contatto con la gente previsto dal percorso delle mappe bioregionali; molte persone infatti mettono a disposizione non soltano la loro memoria ma anche esperienze, attrezzi e spazi per insegnare ciò che hanno imparato da piccoli, ed è per tale motivo che si attivano spontaneamente laboratori delle abilità manuali e delle tecnologie legate al nostro territorio (costruzione di giocattoli tradizionali, di cesti, filatura della lana e del lino, produzione di sciarpe e calzini, tessitura, ecc. ) con lo scopo di riscoprire il rapporto dell’uomo con la materia prima: i luoghi in cui si trova, i periodi e i metodi di raccolta, le tecniche di trasformazione, e di aiutare i ragazzi ad interiorizzare il ritmo armonioso di un tempo. Stiamo inoltre creando una rete di orti e campi tradizionali con il fine di riappropriarsi del rapporto con la vita rurale, di custodire la biodiversità locale, patrimonio prezioso lasciatoci in eredità dai nostri avi, di conoscere la nostra terra riscoprendo le tecniche, le misure e gli strumenti necessari per le diverse fasi di lavorazione delle colture locali, dalla semina alla conservazione.