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I cellulari e i campi elettromagnetici

Tutti i corpi, terra compresa, emettono onde elettromagnetiche e quindi esiste nell’ambiente una radiazione elettromagnetica di fondo. L’evoluzione tecnologica ha però portato alla produzione di campi elettromagnetici da sorgenti artificiali, come quelli prodotti dagli elettrodotti o dalle antenne per la telefonia mobile, la radio e la tv: questi campi possono essere migliaia di volte superiori a quelli naturali prodotti dal Sole o dalla Terra.

I cellulari o gli smartphone sono trasmettitori a radiofrequenza di bassa potenza, che emettono potenze massime contenute tra 0,2 e 0,6 watt. L'intensità del campo e quindi l'esposizione decresce rapidamente con l'aumentare della distanza dall’apparecchio. Un cellulare posto ad alcune decine di centimetri dalla testa (con un auricolare) riduce notevolmente l’esposizione rispetto all’uso del telefonino sull’orecchio.

Alcuni studi scientifici hanno suggerito che l'esposizione ai campi elettromagnetici generati da questi dispositivi possa avere effetti nocivi per la salute (cancro, riduzione della fertilità, perdita di memoria e cambiamenti negativi nel comportamento e nello sviluppo dei bambini.) Altri studi contraddicono questa ipotesi. Allo stato attuale, l'effettiva entità del rischio sanitario non è nota.

(Fonte Centro Nazionale di Epidemologia, Sorveglianza e Promozione alla Salute)


A questo indirizzo/ è possibile avere informazioni divulgative sui campi elettromagnetici

Percorso per le classi V elementari e per la scuola secondaria di primo e secondo ciclo

Durante il percorso didattico, tra le altre attività, viene proposta la compilazione di un questionario funzionale a conoscere e comprendere le abitudini dei ragazzi in materia di utilizzo del cellulare.

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